Page 44 - merged
P. 44
elettroni "nucleari" che si ritiene debbano essere necessariamente contenuti nei
nuclei per spiegare la loro presenza nei processi di decadimento. Questo "atto
di fede" comporta un vero e proprio cambio di identità per gli elettroni nucleari,
che vengono necessariamente a perdere le loro caratteristiche meccaniche. «Non
sarebbe quindi sorprendente» afferma Bohr «scoprire che questo tipo di processi
non obbedisce ai principi di conservazione dell'energia e dell'impulso, la cui
formulazione si basa essenzialmente sull'idea di particelle materiali». In questa
occasione Wolfgang Pauli avanza di nuovo, nel corso di conversazioni private,
l'ipotesi dell'esistenza di una nuova particella «neutra, leggera e molto penetrante
per salvare il principio della conservazione dell'energia nel decadimento β», come
lui stesso racconta molti anni dopo a Franco Rasetti. Sembra che proprio in Congresso di Fisica Nucleare a Roma
questa circostanza Fermi abbia coniato il termine "neutri no" per denotare la (1931). In prima fila: O. Stern e
particella fantasma emessa insieme all'elettrone nel decadimento beta. Una P. Debye, O.W. Richardson,
particella che sarà scoperta soltanto nel 1956. R. A. Millikan e M. Curie,
G. Marconi, N. Bohr, F. W. Aston e
W. Bothe, B. Rossi e L. Meitner
1932 Una serie di scoperte e di eventi significativi contribuisce a focalizzare Neutroni,
fortemente l'attenzione di una parte importante della comunità dei fisici positroni
sui fenomeni nucleari e sulle nuove possibilità di ricerca in questo campo. Possibi- e ciclotroni
lità che si amplificano enormemente grazie allo sviluppo, alla disponibilità e
all'uso produttivo di nuovi acceleratori di particelle. Tutto comincia a gennaio:
l' americano Harold Urey annuncia la scoperta di un isotopo pesante dell'idrogeno,
da lui battezzato "deuterio". In febbraio James Chadwick dimostra l'esistenza di
una nuova particella nucleare, il neutrone. In aprile John Cockcroft e Ernest
Thomas Walton riescono ad ottenere la prima disintegrazione nucleare bombar-
dando nuclei leggeri con protoni artificialmente accelerati. In agosto
Carl Anderson individua nelle immagini di tracce lasciate da raggi cosmici
l'esistenza di una nuova particella, l'elettrone carico positivamente, subito
denominata "positrone". È la conferma sperimentale dell'esistenza dell'antiparti-
cella dell'elettrone prevista dalla teoria relativistica dell'elettrone di Dirac.
Immediatamente Patrick Blackett e Giuseppe Occhialini cercano e trovano non
soltanto le tracce dei positroni nelle emulsioni già esposte, ma individuano anche
eventi in cui è più evidente la creazione della coppia elettrone-positrone sotto
l'effetto di radiazione γ ad altissima frequenza. Quella stessa estate Ernest
Lawrence, Stanley Livingston e Milton White utilizzano per disintegrare nuclei
il ciclotrone ideato da Lawrence, uno strumento che nel giro di pochi mesi sarà
in grado di generare circa 5 MeV.
Al ritorno di Rasetti da Berlino-Dahlem nell'autunno del 1932, si decide di dare
inizio a un programma di ricerche in fisica nucleare. Gli strumenti vengono
progettati e fatti poi costruire da ditte esterne. Viene realizzata una camera a Franco Rasetti, Enrico Fermi ed
nebbia, simile a quelle usate a Berlino dalla Meitner, che funziona subito alla Emilio Segrè in toga accademica
perfezione; utilizzando una tecnica speciale per la preparazione di grossi cristalli (1932)
singoli di bismuto viene costruito uno spettrometro a cristalli per raggi "{ (Uno
spettrografo per raggi ''gamma'' a cristallo di bismuto) e vengono realizzati vari tipi di
contatori di Geiger-Muller. Rasetti, che ha appreso a Dahlem le tecniche per la
preparazione di sorgenti radioattive, mette a punto una sorgente di neutroni al
Luisa Bonolis
I 155
L'opera scientifica di Enrico Fermi

