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elettroni "nucleari" che si ritiene debbano essere necessariamente contenuti nei
     nuclei per spiegare la loro presenza nei processi di decadimento. Questo "atto
     di fede" comporta un vero e proprio cambio di identità per gli elettroni nucleari,
     che vengono necessariamente a perdere le loro caratteristiche meccaniche. «Non
     sarebbe quindi sorprendente» afferma Bohr «scoprire che questo tipo di processi
     non obbedisce ai principi di conservazione dell'energia e dell'impulso, la cui
     formulazione si basa essenzialmente sull'idea di particelle materiali». In questa
     occasione Wolfgang Pauli avanza di nuovo, nel corso di conversazioni private,
     l'ipotesi dell'esistenza di una nuova particella «neutra, leggera e molto penetrante
     per salvare il principio della conservazione dell'energia nel decadimento β», come

     lui stesso racconta molti anni dopo a Franco Rasetti. Sembra che proprio in     Congresso di Fisica Nucleare a Roma
     questa circostanza Fermi abbia coniato il termine "neutri no" per denotare la    (1931). In prima fila: O. Stern e
     particella fantasma emessa insieme all'elettrone nel decadimento beta. Una    P. Debye, O.W. Richardson,
     particella che sarà scoperta soltanto nel 1956.                             R. A. Millikan e M. Curie,
                                                                                 G. Marconi, N. Bohr, F. W. Aston e
                                                                                 W. Bothe, B. Rossi e L. Meitner
        1932 Una serie di scoperte e di eventi significativi contribuisce a focalizzare    Neutroni,
                fortemente l'attenzione di una parte importante della comunità dei fisici    positroni
       sui fenomeni nucleari e sulle nuove possibilità di ricerca in questo campo. Possibi-    e ciclotroni
       lità che si amplificano enormemente grazie allo sviluppo, alla disponibilità e
       all'uso produttivo di nuovi acceleratori di particelle. Tutto comincia a gennaio:
       l' americano Harold Urey annuncia la scoperta di un isotopo pesante dell'idrogeno,
       da lui battezzato "deuterio". In febbraio James Chadwick dimostra l'esistenza di
       una nuova particella nucleare, il neutrone. In aprile John Cockcroft e Ernest
       Thomas Walton riescono ad ottenere la prima disintegrazione nucleare bombar-
       dando nuclei leggeri con protoni artificialmente accelerati. In agosto
       Carl Anderson individua nelle immagini di tracce lasciate da raggi cosmici
       l'esistenza di una nuova particella, l'elettrone carico positivamente, subito
       denominata "positrone". È la conferma sperimentale dell'esistenza dell'antiparti-
       cella dell'elettrone prevista dalla teoria relativistica dell'elettrone di Dirac.
       Immediatamente Patrick Blackett e Giuseppe Occhialini cercano e trovano non
       soltanto le tracce dei positroni nelle emulsioni già esposte, ma individuano anche
       eventi in cui è più evidente la creazione della coppia elettrone-positrone sotto
       l'effetto di radiazione γ ad altissima frequenza. Quella stessa estate Ernest
       Lawrence, Stanley Livingston e Milton White utilizzano per disintegrare nuclei
       il ciclotrone ideato da Lawrence, uno strumento che nel giro di pochi mesi sarà
       in grado di generare circa 5 MeV.
       Al ritorno di Rasetti da Berlino-Dahlem nell'autunno del 1932, si decide di dare
       inizio a un programma di ricerche in fisica nucleare. Gli strumenti vengono
       progettati e fatti poi costruire da ditte esterne. Viene realizzata una camera a     Franco Rasetti, Enrico Fermi ed
       nebbia, simile a quelle usate a Berlino dalla Meitner, che funziona subito alla    Emilio Segrè in toga accademica
       perfezione; utilizzando una tecnica speciale per la preparazione di grossi cristalli     (1932)
       singoli di bismuto viene costruito uno spettrometro a cristalli per raggi "{ (Uno
       spettrografo per raggi ''gamma'' a cristallo di bismuto) e vengono realizzati vari tipi di
       contatori di Geiger-Muller. Rasetti, che ha appreso a Dahlem le tecniche per la
       preparazione di sorgenti radioattive, mette a punto una sorgente di neutroni al




       Luisa Bonolis
                                                                                                          I 155
                                                                                  L'opera scientifica di Enrico Fermi
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